Comunicato agli Iscritti

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Varese 24 marzo 2020

Caro collega,
da più parti mi è stato chiesto se, alla luce degli ultimi provvedimenti sul contenimento del Coronavirus, possiamo continuare a svolgere la nostra professione.
Al momento, la situazione appare obiettivamente confusa.

Cerco di riassumere:
– l’ordinanza regionale n. 514 del 21 marzo 2020 prescrive la chiusura delle “attività degli studi professionali salvo quelle relative ai servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di decadenza”. Per il che, parrebbero essere consentite agli architetti le sole prestazioni non procrastinabili.
– il successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020 prevede, all’articolo 1, la sospensione di tutte le attività, “ad accezione di quelle indicate nell’allegato 1“: tra queste, compaiono le “attività degli studi di architettura e d’ingegneria”.
Lo stesso articolo 1 dispone che “le attività professionali non sono sospese”, ferme le raccomandazioni contenute nel precede decreto 11 marzo 2020 (massimo utilizzo del lavoro a domicilio, protocolli di sicurezza anti contagio, congedi retribuiti per i dipendenti, ecc.).
– la seconda ordinanza in 24 ore, la n. 517 del 23 marzo 2020 modifica e rettifica la precedente e dispone che prima di entrare in ambienti pubblici si debba autocertificare o controllare la propria temperatura corporea.

Dunque, sulla base delle disposizioni nazionali, sembrerebbe che gli studi di architettura possano continuare a svolgere la loro attività, anche se non riferita a prestazioni indifferibili ed urgenti (come viceversa indicato da Regione Lombardia), ma con le cautele di cui sopra.

Consiglierei pertanto di muoversi solo per questioni indifferibili e urgenti che dovrai dimostrare alle Autorità.
Vista la situazione confusa sarà mia cura tenerti aggiornato sulla questione, sentito il parere dei nostri legali, Avv. Alberto Rimoldi, e del legale del CNAPPC, il nostro RSPP Fabrizio Lovato e degli altri Ordini tecnici e Collegi con i quali sono in contatto e che manderanno ai propri iscritti lo stesso messaggio (colgo l’occasione per ringraziare tutti).
Desidero informarti di alcune novità, che ritengo positive, ascoltate venerdì sera in un lungo collegamento di oltre tre ore dove hanno partecipato, oltre al nostro Presidente Nazionale Giuseppe Capocchin, ben sessantatré Presidenti di Consulte e di Federazioni Regionali o di Ordini professionali di Architetti connessi da tutta Italia.
Ieri sono stata in collegamento con 192 Architetti in Italia con i quali ci stiamo confrontando su questi punti e sui servizi che ogni Ordine mette a disposizione.
Ritengo che non si possano arginare le epidemie con il solo isolamento ma possiamo vincerle e superarle solo con una corretta informazione e con il sostegno e la collaborazione reciproca.
L’Ordine di Milano mi ha avvisato di aver inserito nel loro sito una piattaforma che è aggiornata in tempo reale da loro tecnici e legali e ci hanno invitato a condividerlo: https://dimmi.ordinearchitetti.mi.it/emergenza-covid-19.
L’Ordine di Milano ha altresì messo a disposizione degli iscritti 15 corsi FAD gratuiti disponibili sul loro sito.
Il clima di unità è indispensabile e occorrerà poi ripartire in modo unitario e coeso.

Noi professionisti abbiamo compreso che tutti, soprattutto il Governo, le Regioni e la gente comune, siano convinti che facciamo parte di una casta economica privilegiata ma chi lo afferma non conosce la realtà della nostra situazione economica. Siamo, per questo motivo, i dimenticati della politica.
Il mondo delle professioni, mai fino a oggi, è stato cosi unito a livello Nazionale riuscendo a riunire intorno a un tavolo, seppur virtuale, i rappresentanti di oltre due milioni e trecentomila professionisti per scendere in campo, per la prima volta nella storia delle professioni, in difesa degli interessi e della dignità di lavoratori autonomi iscritti a un Albo e a una Cassa.
E’ noto che i voti di un numero cosi alto di persone possono davvero orientare le scelte politiche.
Ricordiamoci che anche i medici, le infermiere e le ostetriche sono liberi professionisti. Non sono riusciti, per ora, a partecipare a questi incontri ma speriamo che presto si aggiungeranno a tutti noi.
Ci sono diversi temi che i ventuno Ordini e Collegi professionali Nazionali devono affrontare:
il primo tema è quello di natura economica e finanziaria, il secondo di tipo strategico.
Si vuole far comprendere al Governo e alle Casse che gli studi privati, senza lavoro e con queste limitazioni, sono allo stremo. Ci rendiamo conto che lo Stato ha messo a disposizione solo venticinque miliardi di euro per far fronte ai 1.285.000 iscritti, in gestione separata, non iscritti a casse previdenziali, cosi che il vero calcolo di contributo a testa non sarà di 600 euro ma di circa 150 euro a testa?
Sono certa che condividerete che noi iscritti agli Ordini vogliamo rispetto e desideriamo che alla professione intellettuale, sia riconosciuto il suo valore sociale ed economico: siamo noi professionisti un punto di riferimento dello sviluppo del nostro Paese e lo devono riconoscere.
Meglio, quindi, chiedere norme che ci consentano di vivere e di lavorare non solo pagandoci la spesa per i mesi di emergenza ma fornendoci strumenti migliori per il nostro futuro.
Il gruppo dei ventuno Ordini della rete delle professioni esprimerà al Governo e alle Casse di previdenza una visione dell’immediato, e una visione del futuro per il giorno dopo in cui sarà terminato il periodo di segregazione in casa.
Occorre per l’immediato prorogare le pressioni fiscali e le scadenze di tassazioni e mutui, pretendere l’accesso a finanziamenti agevolati per la nostra categoria, da ottenere in breve tempo con procedure semplificate per portare avanti le nostre attività, prorogare tutti i titoli autorizzativi di almeno sei mesi e semplificare il possibile per riprendere poi velocemente a lavorare quando sarà finita l’emergenza.
Ricordiamoci che nulla sarà come prima e non conosciamo gli effetti di questa crisi epocale ma sappiamo solo che ognuno di noi può partecipare a cambiare il futuro facendo delle proprie scelte e non chiedendosi cosa lo stato potrà darci in termini economici ma cosa noi possiamo fare per la nostra professione chiedendo allo Stato di affiancarci con leggi giuste e rispettose dei ruoli.
“Abbiamo bisogno di una politica seria per la ripresa del lavoro” ha dichiarato il nostro Presidente Giuseppe Capocchin, “occorre per il futuro chiedere poche cose chiare ma fondamentali per una ripresa immediata”.
Sappiamo che la qualità dell’architettura è d’interesse generale e giustifica la presenza di adeguate tariffe: i buoni progetti che siano pagati il giusto prezzo per la loro qualità ripristinando i minimi tariffari, avendo la certezza dei pagamenti per consentirci non solo una vita più dignitosa ma per pagare il giusto anche ai nostri collaboratori e ai giovani nuovi iscritti che sono considerati stagisti anche fino a trentacinque anni.
Sarà importante ottenere la certezza delle detrazioni fiscali, semplificare le norme sui LLPP, portare avanti i concorsi di progetto secondo le nuove direttive di Onsai.
Dobbiamo pretendere, che sia eliminata anche la ritenuta d’acconto, perché con l’introduzione della fattura elettronica quest’anticipazione non ha più senso.
E’ il momento della responsabilità perché noi siamo la classe dirigente intellettualmente più importante del nostro paese, quella che può dare la visione del futuro, quella che in questo momento di grave difficoltà è in ascolto e interpreta i bisogni progettando strumenti per salvare vite umane anche modificando le maschere dei sub fornite da Decathlon e modificate da un ingegnere bresciano per trasformarle in maschere respiratorie.
Siamo un popolo straordinario e la storia ci è testimone, ma negli ultimi venticinque anni una politica di diffidenza e invidiosa ha trasformato una classe di intellettuali in una nobiltà economicamente decaduta. Rivendichiamo oggi chi siamo e cosa possiamo fare per uscire da questa situazione non chiedendo l’elemosina ma pretendendo il rispetto che la nostra categoria merita.
Ecco cosa abbiamo ascoltato venerdì sera con le Federazioni e le Consulte Regionali e anche ieri siamo stati collegati con 180 colleghi connessi telematicamente da tutt’Italia che esprimevano le loro proposte prima che il nostro Presidente si incontrasse oggi pomeriggio con i rappresentanti delle 21 professioni.

Vi ho riportato parole che desideravamo ascoltare.
Rimaniamo tutti in attesa dei risultati di questo incontro con la Rete delle Professioni per essere pronti a ripartire il giorno dopo la fine di questa emergenza.

Grazie a tutti per l’attenzione.

Elena Brusa Pasqué
Presidente dell’ Ordine degli Architetti PPC di Varese