Centri storici: Architetti, focus sul loro futuro

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CNAPPC
COMUNICATO STAMPA

Centri storici: Architetti, “rappresentano le vere ‘fabbriche sostenibili’ di cui il nostro Paese ha disperato bisogno per aumentare la propria competitività”

Ma non sono più oggetto di attenzione nè della politica, né della cultura disciplinare, né di quella amministrativa

Matera, 20 ottobre 2018.
I grandi cambiamenti sociali quali l’ invecchiamento, la mobilità della popolazione, l’aumento di nuclei familiari con uno o due componenti, la riduzione della capacità di spesa, unitamente ai cambiamenti economici come la crescita smisurata di richiesta turistica, di attività innovative, di attività culturali, di attività che attengono a filiere alimentari corte, di artigianato di qualità, e più in generale la crescita della “cultura immateriale” pongono, paradossalmente, la città storica in posizione privilegiata rispetto alle parti più recenti, ma per calare queste nuove realtà e questi cambiamenti in contesti delicati quali le parti storiche, occorrono attenzioni e regia pubblica.

Ecco perché serve investire sui Centri Storici con strategie appropriate: essi sono le vere “fabbriche sostenibili” di cui il
nostro Paese ha disperato bisogno per consolidare quella qualità di vita che rappresenta, oltre che ricchezza culturale, il nostro maggiore fattore di competitività territoriale.

E’ quanto emerso a Matera nel corso del Convegno “Patrimonio e qualità dell’architettura tra tutela e trasformazione della città storica” organizzato dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e inserito tra le iniziative italiane dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018.

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