10 Febbraio 2012 | 12:54 | Tags: conferenza, segre, manfrin, pescia

Tre architetti, Rudi Manfrin, Dario Pescia, Franco Segre; sei progetti illustrati e spiegati dettagliatamente; una serata all’insegna di un’architettura contemporanea, innovativa e all’avanguardia che riguarda da vicino il nostro territorio. Questo il sunto della conferenza, tenuta all’Ordine Architetti Varese, mercoledì 8 febbraio: davanti ad una platea gremita di giovani e meno giovani, i tre professionisti si sono alternati spiegando le loro più recenti esperienze di progettazione, ristrutturazione e recupero di abitazioni nella città e nella provincia di Varese.



L’architetto Rudi Manfrin ha proposto due progetti di stampo diverso, ma accomunati dal fatto di essere entrambi interventi parziali e realizzati in contesti modesti.
Il primo, effettuato a Barza, vicino a Ispra, riguarda una casa degli anni Sessanta: l’architetto ha pensato di valorizzare la meravigliosa vista, che si gode dall’abitazione, incrementando il balcone con una sorta di cornice in ferro. L’idea dell’architetto era di “creare, nel fruitore, un’esplosione di sensazioni”: l’effetto desiderato è infatti stato ottenuto sia attraverso questo nuovo elemento, sia riducendo al minimo il telaio delle finestre e facendo leva sul percorso angusto che dall’ingresso porta al soggiorno da cui poi si apre, inaspettatamente, la vista sul paesaggio.
Il secondo progetto si riferisce ad alcuni interventi eseguiti per una casa degli anni Cinquanta: è stata creata un’autorimessa esterna ed è stato riadattato un piano interrato, inserendovi una piccola area-palestra, una zona relax e la lavanderia. Per il piano interrato Manfrin ha pensato ad una parete inclinata, costituita da lastre di kerlite, che potesse catturare luce dal piano superiore e ha ideato delle finestre simili a grandi feritoie. 

 

 



I progetti illustrati dall’architetto Dario Pescia, invece, sono legati tra loro da due aspetti fondamentali: entrambi gli interventi prevedevano entrambi la demolizione di alcune parti delle strutture preesistenti.
Nel primo caso, per una villa sul Lago Maggiore,  è stata in parte rispettata la forma dell’abitazione originale, e sono state invece costruite ex-novo una piscina con due pareti trasparenti che permettono alla luce di entrare nel piano interrato e una parete di 27 m di muro in diagonale. E’ stato poi realizzato un impianto geotermico. Inoltre, tutta la struttura è stata modificata aprendo numerose e grandi  finestre, non solo sulle pareti esterne, ma anche tra gli ambienti interni. Intonaco, vetro e pietra si alternano sulle pareti , dando luogo ad un dinamismo davvero particolare.
Lo stesso dinamismo si ritrova anche nel secondo progetto, quello per una villa unifamiliare, questa volta totalmente demolita e ricostruita. La futura casa- ora in fase di progettazione- presenterà forme dinamiche e innovative, che superano totalmente lo stereotipo della casa tradizionale, attraverso piani sfalsati, pendenze particolari e i materiali, corian (molto duttile e inattaccabile agli acidi) e pietra.




Anche i due interventi dell’architetto Franco Segre presentano degli elementi di continuità tra loro: in centro a Varese, l’architetto ha eseguito un recupero del sottotetto di un palazzo precedentemente ristrutturato dall’architetto Luciano Brunella. Per farlo, Segre ha pensato ad un edificio a copertura piana, senza abbaini, con un arretramento del fronte e con solaio coperto da un giardino.
La facciata è stata ricoperta in corten, il parapetto realizzato in lamiera stirata, sulla quale è stata sparata poi della polvere in metallo per ottenere la stessa tinta del corten. La scala è stata progettata in pietra nera per creare un effetto di continuità con la scala realizzata da Brunella.
Anche ad Azzate, per la ristrutturazione di una villa, Segre ha avuto a che fare con un sottotetto, che ha deciso, anche in questo caso, di realizzare a copertura piana, in modo da raddoppiare la superficie e ha pensato di coprire il solaio con del verde.
La ristrutturazione poi, ha riguardato anche tutto il resto della struttura, per la quale l’architetto ha ideato un cappotto in legno, grandi finestre nella zona sud e un ampio terrazzo a nord.
Un sottile fil rouge ha unito i sei progetti presentati nella serata: innovazione nell’utilizzo di forme e materiali, creatività nella progettazione, coraggio e determinazione sono elementi comuni emersi dalle esperienze architettoniche illustrate dei relatori,  grandi esempi di un’architettura contemporanea che sa osare e che è frutto, come sottolineano tutti e tre gli architetti, di un lavoro di équipe, fatto di numerose maestranze di altissimo livello, senza le quali non sarebbe possibile ottenere tutti questi sorprendenti risultati.
 

Per inviare il proprio commento è necessario loggarsi
Accedi all’area riservata
 
Sei un nuovo utente?
  
Iscriviti alla Newsletter