12 Dicembre 2011 | 1:14

'Valle Olona e aree dismesse, il fondovalle tornerà a fiorire…?
Venerdì 2 dicembre tra le mura millenarie del Chiostro di Voltorre, atto conclusivo a coronamento di un percorso che, iniziato il 5 settembre a Olgiate Olona, ha visto lo sviluppo dell’articolato Laboratorio di idee sullo spazio urbano organizzato dal Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano con le Amministrazioni comunali di Castellanza, Marnate, Olgiate Olona (provincia di Varese). L’evento ha ottenuto il patrocinio dell’Ordine Architetti di Varese, che ha supportato attivamente la realizzazione della conferenza e mostra finale.



Marco Frontini e Fabrizio Zanni, docenti nonché ideatori del Workshop di riqualificazione delle aree lungo il corso del fiume Olona, hanno presentato le progettualità e illustrato nel dettaglio il lavoro realizzato nel corso del laboratorio, una sorta di concorso di idee sullo spazio urbano il cui obiettivo mirava alla riqualificazione delle aree dismesse e alla riconnessione, nell’ambito di un progetto di sistema unitario sovracomunale, delle zone tuttora in attività. A stretto contatto con i territori oggetto di studio, il laboratorio ha avuto carattere itinerante utilizzando le sedi offerte dalle diverse Amministrazioni coinvolte.
Venerdì sera Zanni e Frontini si sono così avvicendati al tavolo relatori per illustrare nel dettaglio le varie parti del percorso delineato dai partecipanti al workshop, laureandi, neo laureati ma anche architetti, due dei quali Bulgari e uno spagnolo. Uno dei pregi di questo laboratorio sovra territoriale, è stato anche quello di uscire dall’ambito accademico per operare concretamente sul territorio. Partendo da quella che è stata la storia del fiume Olona, l’obiettivo era quello di rendere ragione del destino delle aree di fondovalle, dedicandole alla fruizione pubblica per lo svago e il tempo libero. Il primo vincolo posto alla progettazione è stato quello di realizzare percorsi di fondovalle che potessero interagire con i territori urbani, i cui confini sono attualmente sfrangiati e non ben definiti.


I percorsi delineati dai partecipanti al workshop fungono così da connessione tra le varie parti del territorio ma anche come punti di riferimento e di attrazione, grazie al recupero e valorizzazione di aree quali la ex Cantoni, il Museo della guerra di Marnate, a un progetto per il nuovo centro sportivo, la ricostruzione di un vecchio Mulino, la realizzazione di un parco lineare, la riqualificazione dell’area ex Esselunga a Castellanza e l’ampliamento di una pista ciclopedonale.
Prima di passare alla fase di progettazione è stato svolto un lavoro preliminare che, partendo dal sistema delle centuriazioni elaborato da Gianfranco Caniggia nel suo volume “Strutture dello spazio antropico” pubblicato nel 1976, ha aperto una riflessione sul significato della “misura”, misura mentale ancor prima che fisica, che ha portato a una progettazione più estesa rispetto alla grandezza dei luoghi. Alcuni tratti dei percorsi ciclopedonali hanno ricalcato le tracce delle antiche centuriazioni, altre parti invece sono state inserite secondo una logica di connessione con punti di interesse storico e paesaggistico o anche semplicemente per fornire punti di sosta. Anche la dismessa ferrovia della Valmorea è stata inclusa nel percorso di riqualificazione, con l’obiettivo di trasformarla in pista ciclopedonale ma anche di ripristinarla magari in futuro, per un breve tratto, a fini turistici.
Il progetto ha interessato un’area di oltre 100.000 mq., nell’ambito dei quali il percorso ciclopedonale costituisce una sorta di spina dorsale che connette i territori da Nord a Sud ma anche in senso orizzontale, da Est a Ovest e viceversa.
 

Al termine della presentazione si sono avvicendati sindaci e rappresentanti istituzionali dei Comuni di Castellanza, Marnate e Olgiate Olona, per esprimere il loro apprezzamento dell’iniziativa e per prospettare, come nel caso del sindaco di Olgiate Olona Giorgio Volpi, la possibilità di tradurla in opere concrete grazie a fondi accantonati dai Comuni del Medio Olona, che diverranno - si spera a breve termine - disponibili.
Anche Marco Pezzetta, del Consorzio Irriguo del fiume Olona, ha rimarcato l’importanza del recupero delle zone di fondovalle per mantenere viva la memoria di secoli, che si esprime in questi luoghi ma che ha bisogno di essere rigenerata e recuperata attraverso progetti come questo.
La mostra dei progetti elaborati rappresenta quindi il clou dell’iniziativa che richiama alla memoria la recente “avventura” dell’Accademia di architettura di Mendrisio che ha regalato alla città di Varese più di cento progetti elaborati dagli studenti del Progetto Diploma.
Iniziative che hanno il pregio di attirare l’attenzione dei cittadini e delle Amministrazioni sulle aree dismesse, con l’ambizioso obiettivo di concorrere, in questo caso, alla riqualificazione di quelle vaste zone di fondovalle che hanno lungamente contribuito allo sviluppo economico e pagato un pesante tributo all’industrializzazione.
«Territori come la Valle Olona - precisa il presidente, Laura Gianetti -, necessitano di una riqualificazione che possa individuare punti di forza sui quali far ripartire le città. Questo workshop ha avuto il privilegio di saper mettere a sistema diversi territori comunali facendoli diventare un'unica narrazione».

 

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